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Una carrozza nella via sbagliata: Freud, il caso e la superstizione

2026-03-09 09:35

dott. Denis Bartolini

Psicoanalisi, superstizione, coincidenze, inconscio, sigmund-freud,

Sigmund Freud

Attraverso un piccolo episodio personale, Freud spiega perché la psicoanalisi cerca il significato degli eventi nella vita psichica e non nei segni del destino.

Nel suo libro Psicopatologia della vita quotidiana, Sigmund Freud riflette su un tema molto comune nella vita di tutti i giorni: la superstizione. Per chiarire la differenza tra interpretazione psicoanalitica e pensiero superstizioso, racconta un piccolo episodio della propria esperienza.

Tra le sue pazienti vi era una donna molto anziana, che Freud visitava regolarmente. All’inizio dell’anno si domandò per quanto tempo avrebbe ancora potuto seguirla, vista la sua età. Qualche giorno dopo, per non arrivare in ritardo alla visita, prese una carrozza. Il cocchiere però lo condusse alla stessa numerazione civica ma nella via parallela.

Per Freud si trattò semplicemente di un errore. Una persona superstiziosa, invece, avrebbe potuto interpretare l’episodio come un presagio, immaginando che quell’anno sarebbe stato l’ultimo di vita della paziente. La situazione sarebbe stata diversa se fosse stato lui stesso, camminando e magari immerso nei suoi pensieri, a dirigersi verso la via sbagliata. In quel caso non si tratterebbe più di una semplice coincidenza, ma di un’azione che potrebbe avere una motivazione inconscia.

Freud infatti afferma di credere alla casualità esterna, cioè agli eventi che accadono indipendentemente dalla nostra vita psichica, ma non alla casualità interna. Quando entrano in gioco i nostri comportamenti – anche quelli apparentemente banali o distratti – ciò che sembra casuale può rivelare qualcosa dell’inconscio. Secondo Freud, il superstizioso tende invece a fare il contrario: attribuisce significati nascosti agli eventi esterni, come se fossero segni del destino. In questo modo proietta fuori di sé motivazioni che, per la psicoanalisi, andrebbero cercate nella vita psichica. Ciò che per il superstizioso appare occulto, per Freud è semplicemente inconscio.

Egli nota inoltre una certa somiglianza con il modo di pensare del paranoico, che tende a interpretare dettagli insignificanti come segnali carichi di significato personale. In entrambi i casi si finisce per vedere negli eventi qualcosa di più di ciò che realmente sono. Lo stesso Freud si definiva poco incline a credere nei miracoli o nei fenomeni soprannaturali. Con una certa ironia scrive che nella sua vita presagi e disgrazie non si sono mai incontrati: i presagi sono rimasti senza seguito e le disgrazie sono arrivate senza essere state annunciate da alcun segno.

 

Bibliografia:

Freud S. – Psicopatologia della vita quotidiana